Cippo di Horus

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20,00 EUR
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Descrizione

La funzione principale della stele di Metternich era la cura magica dai veleni, soprattutto quelli degli animali. L'acqua veniva fatta scorrere sulla stele e raccolta, per poi essere bevuta dalle persone intossicate. La persona si sarebbe identificata col bambino Horus, che aveva sofferto le stesse pene. Durante questo processo venivano recitati riti religiosi. I primissimi incantesimi della stele sono relativi ai rettili e ad altre creature pericolose. Il più importante era il demone serpente Apopi, nemico di Ra per il quale rappresenta il diavolo. L'incantesimo obbligava il serpente a perdere la testa e ad essere arso in pezzi. La seconda metà dell'incantesimo avrebbe obbligato il serpente a vomitare, e mentre il sacerdote pronunciava l'incantesimo anche la persona malata avrebbe vomitato, liberando il suo corpo dal veleno. Il successivo incantesimo era diretto ai gatti. Il gatto conteneva un po' di un dio o di una dea, ed era in grado di distruggere qualsiasi tipo di veleno. L'incantesimo chiedeva a Ra di aiutare il gatto quando ne aveva bisogno. Buona parte della stele è coperta di inscrizioni che raccontano storie, come quelle già descritte che parlano di veleni e cure. La più famosa è la storia di Iside e dei Sette Scorpioni. Questa storia occupa la maggior parte della stele, e fa riferimento soprattutto ai disturbi legati ai veleni. Iside era la madre di Horus, ed assieme a suo padre Osiride governava il mondo dei vivi. Osiride fu ucciso dal fratello Seth, geloso del suo potere. Quando Iside e Nefti lo scoprirono, riportarono in vita Osiride con l'uso della magia. Seth era arrabbiato ed uccise di nuovo Osiride, spezzandone il corpo in molte parti e spargendone i resti per tutto l'Egitto. Osiride divenne quindi faraone dei morti e dell'oltretomba, mentre il mondo dei vivi non era governato da nessuno. Seth era contento, pensando che sarebbe diventato il faraone dei vivi, ma non sapeva che Iside era incinta del figlio di Osiride. Egli sarebbe diventato faraone dei vivi per diritto di nascita. Dopo che Iside ebbe dato alla luce Horus, si pensò che il bambino sarebbe diventato faraone dei vivi, ma ancora una volta Seth scoprendolo divenne furioso. A questo punto sulla stele inizia il vero incantesimo. Seth fece avvelenare il bambino da uno scorpione, spesso associato col serpente demone Apopi. Iside fu incredibilmente addolorata dalla morte del figlio, e chiese aiuto a Ra. Egli inviò Thot, il quale riportò in vita il figlio. A partire da questo momento Ra diventa un difensore di Horus, come avrebbe fatto il padre Osiride se fosse stato in vita. Horus visse, ed in seguito si scontrò con Seth per decidere chi sarebbe stato il faraone dei vivi. Durante il combattimento Seth strappò un occhio a Horus vincendo la battaglia. È da qui che nasce la simbologia dell'occhio di Horus. Seth divenne di nuovo faraone dei vivi. Iside non poteva stare a guardare, dato che suo figlio era il re di diritto. Si recò nell'oltretomba travestita, in cerca di Seth. Gli disse che qualcuno cattivo aveva rubato al figlio qualcosa che era suo di diritto. Seth ordinò di rimediare al problema, non sapendo a chi si stava riferendo. Iside si mostra a Seth ed egli tenta di ritrattare, ma Ra fa da testimone nominando Horus faraone dei vivi. La maggior parte della stele parla di come Horus fu avvelenato e curato. Gli antichi Egizi utilizzavano la stessa cura per le persone comuni. I malati avrebbero avuto al loro interno lo spirito di Horus, e quindi potevano essere curati allo stesso modo di Horus stesso. Le storie riportate su questa stele, soprattutto quella di Iside e Horus, sono tra le più complete ritrovate sui monumenti. L'attivazione al cippo di Horus protegge quindi dalle insidie e dai nemici. Ricevi attivazione a distanza e manuale.

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