8. mar, 2018

La Dea greca Artemide: Dea della Luce e Protettrice dei Deboli

 

Nella mitologia greca Artemide (anche conosciuta come la dea romana Diana) era la figlia di Zeus, il potente sovrano degli dei dell'Olimpo, e di Leto. Poco dopo averla partorita con un parto piuttosto semplice, le sue contrazioni continuarono questa volta creando problemi, così la dea bambina Artemide, nata pochi minuti prima, divenne la levatrice di sua madre e le consegnò in grembo poco dopo il fratello gemello Apollo. Si potrebbe dire che, tra tutte le dee greche, la dea Artemide è nata letteralmente come nutrice e protettrice!

Artemide veniva spesso chiamata in aiuto dalla madre debole e bisognosa e molto spesso si sentiva in dovere prendersi cura di lei anche se in cambio riceveva poco da sua madre.

Per la sua nascita facile e il suo intervento fondamentale per la nascita invece difficoltosa del suo gemello, Artemide divenne naturalmente la protettore del parto e dei bambini. Veniva spesso invocata dalla donne a cui era particolarmente legata in qualche modo, ma rispondeva sempre anche alle richieste di aiuto  dei più bisogni, dei più vulnerabili e dei più sofferenti. 


Già da bambina era decisa e volitiva: quando Zeus le chiese quali regali desiderava per il suo terzo compleanno, lei rispose senza esitazione che voleva sei cose:

 . essere autorizzati a vivere senza doversi distrarre dall'amore e dal matrimonio,
 . un arco e una freccia proprio come quelli di suo fratello,
 . un costume da caccia e la libertà dal dover vestire come una signora,
 . il lavoro di portare luce nel mondo,
 . sessanta giovani ninfe come amiche ad aiutanti per la cura dei suoi cani da caccia e
 . tutte le montagne sulla terra per vivere.

Zeus era divertito dalla sua precocità e concesse felicemente alla piccola dea Artemide i suoi desideri. Anche in questa tenera età era chiaro che Artemide sarebbe stata la più indipendente delle dee, una che prosperava sulle sfide!

Artemide è il simbolo della natura selvaggia femminile, fra tutte le dee era la più indipendente e vagava per le foreste nella sua veste di cacciatrice, aveva una mira infallibile ed era molto responsabile e senza paura, in grado ad abbattere le bestie più terrificanti e pericolose ma nello stesso tempo era anche la fiera protettrice degli animaletti indifesi e facili prede.

Si narra che ritardò la partenza di un gruppo di marinai in fuga dalle coste della Grecia perché aveva massacrato una lepre e i suoi piccoli, costringendoli così a trovarsi nel bel mezzo della guerra di Troia e  a subirne le conseguenze.  

Non aveva nessun interesse a coltivare la terra o ad imbrigliare le forze della natura a beneficio dell'umanità come invece fecero Demetra e Atena, era più incline a passare il tempo in compagnia delle sue amiche ninfe.

Per la dea Artemide niente aveva più valore del suo spazio sacro e della sua libertà! Chi tentava di violare la sua privacy, pagava la sua impudenza a caro prezzo: quando il cacciatore Actaeon si imbatté accidentalmente in Artemide mentre faceva il bagno, lei lo trasformò in un cervo, e subito dopo i suoi stessi cani da caccia lo attaccarono e lo fecero a pezzi.

Altro valore per lei molto importanti erano gli impegni e i voti presi, infatti quando scoprì che Callisto, una delle ninfe della sua banda di amici delle foreste, violò i suoi voti di castità rimanendo incinta di Zeus, Artemide, senza un attimo di esitazione, la trasformò in un orso.

Se Zeus non fosse intervenuto subito per collocarla tra le selle come costellazione dell'Orsa Maggiore, la giovane ninfa sarebbe morta rapidamente come una vittima di caccia.

L'unico uomo con cui si alleava e andava d'accordo era il fratello Apollo, la sua unica grande storia d'amore l'ebbe con il bellissimo e rispettato Orione, un mortale.

Sconvolto dal fatto che la sorella dedicasse più tempo al suo amore che a lui, Apollo ingannò Artemide per eliminare Orione: sapendo che il mortale stava nuotando nell'oceano, Apollo scommise con la sorella che non sarebbe stata capace di colpire quel puntino all'orizzonte con una freccia.

Lei piena di fiducia nella sua capacità di arciere accettò la sfida e come sempre riuscì nell'impresa per poi scoprire di avere ucciso inconsapevolmente il suo grande amore.

Ancora immersa nel suo dolore smisurato, la dea trasformò il suo amante nella costellazione di Orione e da qual giorno non si permise mai più di diventare vulnerabile sotto gli effetti dell'amore romantico.

Artemide viene spesso associata alla Luna, specialmente alla Luna crescente o "nuova".

Phoebe era uno dei tanti nomi con cui era stata chiamata.

Il nome Phoebe significa "leggero" o "luminoso". Artemide "Dea della luce" aveva il divino dovere di illuminare l'oscurità, ecco perché spesso è stata raffigurata con in mano una candela o una torcia. Nella mitologia greca nonostante la sua natura selvaggia, il suo rifiuto di conformarsi ai modi e alle tradizioni convenzionali, e la sua fiera indipendenza, l'hanno fatta considerare come una fra le dee della guarigione e della compassione ma anche come una dea molto femminsta ma al femminile, era la dea della vita più autosufficiente che potesse esserci e viveva sempre alle sue condizioni, amante della sua solitudine intenzionale ma anche capace di tenere le redini di una leadership.

Artemide ci dà coraggio. Come la sua controparte, la dea romana Diana che illuminano quei luoghi che ci terrorizzano donandoci la forza e l'aiuto per condurci sani e salvi attraverso e oltre le nostre paure.

In occasione della sua festa, l'attivazione della dea Artemide sarà in promozione fino al giorno 15 marzo 2018 al prezzo di €25,00 anziché €35,00. Per acquistarla scrivere una mail a danielaschiroli@yahoo.it