Il mio blog

14. mar, 2018

Il suo nome significa "Signora Cielo" ma anche "Splendente", è la dea sumera della fecondità, della bellezza e dell'amore erotico più che romantico e coniugale.

Conosciuta anche come Inanna nella mitologia accadica, è una dea associata alla stella del mattino e della sera: Venere. La sua iconografia è associata anche alla stella a otto punte, il simbolo della stella a otto punte rievoca il fatto che il pianeta Venere ripercorre le stesse fasi in corrispondenza di un ciclo di 8 anni terrestri, cosa già ampiamente conosciuta agli astronomi e astrologi sumeri.

I suoi appellativi furono: Argentea e Donatrice di Semi, quindi fu considerata anche dea della fertilità e del raccolto ma nello stesso tempo la dea delle tempeste, dei sogni, dei presagi e distribuiva agli uomini potere e conoscenza.

Essa è Colei che apre il canale del parto e il principale rifugio delle madri con le doglie, tutta la vita emana da lei e ogni cosa vivente sul pianeta: piante, animali, esseri umani sono suoi figli.

Ishtar però possiede un carattere doppio, se da una parte dispensa la vita, dall'altra porta distruzione così come fa la Luna durante i suoi cicli: quando è crescente fa crescere le cose, ma quando è calante, rende tutto diminuito, rallentato, fermo, come inanimato ma questa 'morte' è solo figurata, è solo la fase che precede una nuova fase di rinascita quindi Ishtar, dea della Luna appare ancora una volta nella sua fase creativa e benefica.

Di lei si dice sin dai tempi antichi: "Lei è la via, la vita, la salvezza degli uomini e degli dei; e tuttavia la medesima che è rovina, morte, e distruzione”.

La più antica attestazione del nome di questa divinità è riscontrabile nelle tavole di argilla rinvenute nell'antico complesso templare dell'Eanna (Uruk), e risalenti al 3400-3000 a.C.

La tradizione sumerica la vuole figlia del dio Cielo An.

Le poesie d'amore scritte su Ishtar, in questo caso chiamata sempre Inanna e il suo amato e promesso sposo Dumuzi, sono bellissime.

" La Discesa di Inanna negli Inferi" è un poema sumero che narra della sua discesa agli inferi e della sua  resurrezione, scese nel Kur per portare alla sorella mostruosa Ereshkigal le condoglianze per l'uccisione del "Toro del Cielo"; prima, però, Inanna disse al ministro Ninshuba: "Se non tornerò tra 3 giorni e 3 notti, dovrai avvertire gli altri Dei perché riescano a liberarmi!".

Attraversò 7 cancelli dando in pedaggio i suoi vestiti giungendo nuda nel Kur. Ereshkigal imprigionò Inanna nel Kur, siccome dopo 3 giorni e 3 notti non la videro tornare, Ninshuba avvertì Enki e gli altri Dei. Dumuzi, per amore si sacrificò al posto di Inanna e la Dea rinacque.

Però la tristezza di Geshtinanna, sorella di Dumuzid, commosse Ereshkigal che permise a Dumuzid di tornare sulla terra durante l'estate e la primavera.

Dopo la perdita del suo innamorato divenne una seduttrice di uomini e di dei: nella saga di Gilgamesh, questi rifiuta le sue profferte di sesso, rinfacciandole che nessun uomo è rimasto vivo fino all'indomani mattina, dopo avere giaciuto con lei nella notte.

Quando la dea trascorse i suoi giorni negli inferi, sulla terra cadde una terribile depressione e disperazione. Nulla poteva più essere concepito, né gli uomini, né gli animali,  nemmeno la vegetazione procedeva ma la cosa peggiore di tutte è che nessuno aveva desiderio di moltiplicarsi.

Tutto il mondo cadde in un lutto senza speranza in lutto in attesa del suo ritorno. Soltanto dopo il suo ritorno sulla terra la fertilità, e il desiderio di accoppiarsi tornarono negli esseri viventi.

Ishtar rappresenta il ciclo della vegetazione per Made Terra e per la vita dell'uomo. La discesa di Ishtar agli inferi è l'archetipo della necessità che la psiche ha di confrontarsi con il proprio "lato oscuro" e istintivo per portarlo alla luce e raggiungere quindi equilibrio e completezza.

In occasione della festa di Ishtar, che si festeggia il 17 Marzo, l'attivazione ( in inglese ) è in offerta a 15,00€ fino alla fine del mese di Marzo. Per info scrivere a danielaschiroli@yahoo.it

8. mar, 2018

 

Nella mitologia greca Artemide (anche conosciuta come la dea romana Diana) era la figlia di Zeus, il potente sovrano degli dei dell'Olimpo, e di Leto. Poco dopo averla partorita con un parto piuttosto semplice, le sue contrazioni continuarono questa volta creando problemi, così la dea bambina Artemide, nata pochi minuti prima, divenne la levatrice di sua madre e le consegnò in grembo poco dopo il fratello gemello Apollo. Si potrebbe dire che, tra tutte le dee greche, la dea Artemide è nata letteralmente come nutrice e protettrice!

Artemide veniva spesso chiamata in aiuto dalla madre debole e bisognosa e molto spesso si sentiva in dovere prendersi cura di lei anche se in cambio riceveva poco da sua madre.

Per la sua nascita facile e il suo intervento fondamentale per la nascita invece difficoltosa del suo gemello, Artemide divenne naturalmente la protettore del parto e dei bambini. Veniva spesso invocata dalla donne a cui era particolarmente legata in qualche modo, ma rispondeva sempre anche alle richieste di aiuto  dei più bisogni, dei più vulnerabili e dei più sofferenti. 


Già da bambina era decisa e volitiva: quando Zeus le chiese quali regali desiderava per il suo terzo compleanno, lei rispose senza esitazione che voleva sei cose:

 . essere autorizzati a vivere senza doversi distrarre dall'amore e dal matrimonio,
 . un arco e una freccia proprio come quelli di suo fratello,
 . un costume da caccia e la libertà dal dover vestire come una signora,
 . il lavoro di portare luce nel mondo,
 . sessanta giovani ninfe come amiche ad aiutanti per la cura dei suoi cani da caccia e
 . tutte le montagne sulla terra per vivere.

Zeus era divertito dalla sua precocità e concesse felicemente alla piccola dea Artemide i suoi desideri. Anche in questa tenera età era chiaro che Artemide sarebbe stata la più indipendente delle dee, una che prosperava sulle sfide!

Artemide è il simbolo della natura selvaggia femminile, fra tutte le dee era la più indipendente e vagava per le foreste nella sua veste di cacciatrice, aveva una mira infallibile ed era molto responsabile e senza paura, in grado ad abbattere le bestie più terrificanti e pericolose ma nello stesso tempo era anche la fiera protettrice degli animaletti indifesi e facili prede.

Si narra che ritardò la partenza di un gruppo di marinai in fuga dalle coste della Grecia perché aveva massacrato una lepre e i suoi piccoli, costringendoli così a trovarsi nel bel mezzo della guerra di Troia e  a subirne le conseguenze.  

Non aveva nessun interesse a coltivare la terra o ad imbrigliare le forze della natura a beneficio dell'umanità come invece fecero Demetra e Atena, era più incline a passare il tempo in compagnia delle sue amiche ninfe.

Per la dea Artemide niente aveva più valore del suo spazio sacro e della sua libertà! Chi tentava di violare la sua privacy, pagava la sua impudenza a caro prezzo: quando il cacciatore Actaeon si imbatté accidentalmente in Artemide mentre faceva il bagno, lei lo trasformò in un cervo, e subito dopo i suoi stessi cani da caccia lo attaccarono e lo fecero a pezzi.

Altro valore per lei molto importanti erano gli impegni e i voti presi, infatti quando scoprì che Callisto, una delle ninfe della sua banda di amici delle foreste, violò i suoi voti di castità rimanendo incinta di Zeus, Artemide, senza un attimo di esitazione, la trasformò in un orso.

Se Zeus non fosse intervenuto subito per collocarla tra le selle come costellazione dell'Orsa Maggiore, la giovane ninfa sarebbe morta rapidamente come una vittima di caccia.

L'unico uomo con cui si alleava e andava d'accordo era il fratello Apollo, la sua unica grande storia d'amore l'ebbe con il bellissimo e rispettato Orione, un mortale.

Sconvolto dal fatto che la sorella dedicasse più tempo al suo amore che a lui, Apollo ingannò Artemide per eliminare Orione: sapendo che il mortale stava nuotando nell'oceano, Apollo scommise con la sorella che non sarebbe stata capace di colpire quel puntino all'orizzonte con una freccia.

Lei piena di fiducia nella sua capacità di arciere accettò la sfida e come sempre riuscì nell'impresa per poi scoprire di avere ucciso inconsapevolmente il suo grande amore.

Ancora immersa nel suo dolore smisurato, la dea trasformò il suo amante nella costellazione di Orione e da qual giorno non si permise mai più di diventare vulnerabile sotto gli effetti dell'amore romantico.

Artemide viene spesso associata alla Luna, specialmente alla Luna crescente o "nuova".

Phoebe era uno dei tanti nomi con cui era stata chiamata.

Il nome Phoebe significa "leggero" o "luminoso". Artemide "Dea della luce" aveva il divino dovere di illuminare l'oscurità, ecco perché spesso è stata raffigurata con in mano una candela o una torcia. Nella mitologia greca nonostante la sua natura selvaggia, il suo rifiuto di conformarsi ai modi e alle tradizioni convenzionali, e la sua fiera indipendenza, l'hanno fatta considerare come una fra le dee della guarigione e della compassione ma anche come una dea molto femminsta ma al femminile, era la dea della vita più autosufficiente che potesse esserci e viveva sempre alle sue condizioni, amante della sua solitudine intenzionale ma anche capace di tenere le redini di una leadership.

Artemide ci dà coraggio. Come la sua controparte, la dea romana Diana che illuminano quei luoghi che ci terrorizzano donandoci la forza e l'aiuto per condurci sani e salvi attraverso e oltre le nostre paure.

In occasione della sua festa, l'attivazione della dea Artemide sarà in promozione fino al giorno 15 marzo 2018 al prezzo di €25,00 anziché €35,00. Per acquistarla scrivere una mail a danielaschiroli@yahoo.it

 

 

12. feb, 2018

Lupercus è tradizionalmente conosciuto come il Grande Lupo d'oro che scaccia i lupi della notte, nasce al Solstizio d'Inverno e raggiunge la pubertà nel suo giorno rituale che si tiene il 2 febbraio, o Candelora come è popolarmente conosciuta in Italia.

Nell'antica Roma Si celebrava Lupercus durante la Lupercalia: un'importante festa religiosa celebrata il 14 Febbraio vicino al Lupercal,  la grotta nel Palatino dove la leggenda narra che la lupa allattò i gemelli Romolo e Remo.

Il festival includeva banchetti, danze e il sacrificio di una capra. Con la sua pelle venivano fatte delle fruste con cui le donne che desideravano rimanere incinte si facevano inseguire e colpire nella convinzione di diventare fertili e alleviare il dolore del parto.
Gli studiosi ritengono che non ci fosse un dio di nome Lupercus adorato in questi riti ma che si trattasse di una celebrazione in onore di Fauno, la versione romana di Pan.

La celebrazione di Lupercalia aveva lo scopo oltre che di garantire la fertilità, anche di purificare la città, tuttavia quando il festival fu al culmine della sua popolarità nel I secolo a.c., i Romani avevano dimenticato la maggior parte delle origini del festival e il suo significato.

La Lupercalia continuò ad essere celebrata molto tempo dopo la cristianizzazione dell'impero romano, fino al 494 d.C., quando il Papa la bandì e la trasformò nella festa di San Valentino cristiana.

San Valentino (da Valentino di Terni) divenne così un Santo degli innamorati che potesse eclissare Lupercus. Il Santo prescelto visse più o meno tra il 176 e il 273 e fu un vescovo romano e un martire.

Una volta presi i voti, si recò a Roma per predicare il Vangelo, qui l’imperatore Claudio II gli ordinò di interrompere la sua opera di conversione e di abiurare la sua fede. Valentino si rifiutò di farlo e l’Imperatore lo condannò a morte per poi graziarlo ma l'imperatore Aureliano che venne dopo la morte di Claudio II, lo condannò a morte il 14 Febbraio 273.

31. gen, 2018

L'inverno sta volgendo al termine

Le riserve di cibo stanno diminuendo,

Eppure mangiamo e stiamo al caldo

Nei gelidi mesi invernali.

Siamo grati per la nostra fortuna,

E per il cibo davanti a noi.

Antica Preghiera a Brigida, Custode della Fucina

 

 

 

 

Tradotto da:

The winter is coming to an end

The stores of food are dwindling,

And yet we eat, and stay warm

In the chilled winter months.

We are grateful for our good fortune,

And for the food before us.

Prayer to Brighid, Keeper of the Forge

 

 

Imbolc e la Dea Brigida

Imbolc o Imbolg, è anche chiamato Brigid's Day ( il giorno di Santa Brigida), è il giorno che segnava l'inizio della primavera e dava inizio a grandi festeggiamenti.

Si festeggia il 1° febbraio ma qualcuno festeggia anche il 2 o il 3.

Cenni storici vedono questa festa molto sentita dai popoli irlandesi e scozzesi.

In origine si trattava di una festa pagana associata alla Dea Brigida  che poi pare sia stata cristianizzata come la festa di Santa Brigida.

È una delle quattro feste stagionali gaeliche - insieme a Beltane, Lughnasadh e Samhain.

Ci sono antiche pubblicazioni irlandesi che riguardano Imbolc risalenti tempi molto antichi.

Per il giorno di Imbolc, si preparavano delle croci simili a una bambola che rappresentava Brigid, e un fantoccio rappresentante la Dea chiamata Brídeóg, fatto da giunchi o canne e rivestito di pezzetti di stoffa, conchiglie e/o fiori, veniva portata di casa in casa.

In occasione di questa cerimonia le famiglie gli costruivano un letto, le lasciavano da mangiare e da bere e lasciavano fuori gli abiti per essere benedetti da lei, questo aveva lo scopo di ricevere le sue benedizioni che avrebbero protetto tutti gli abitanti di quella dimora compreso il bestiame.

Sebbene questa bellissima festa pagana, così come molte altre, sia stata interrotta agli inizi del 1900 rimanendo solo una rievocazione storica tipica dei paesi celtici, all'inizio degli anni 2000 è stata nuovamente diffusa e gli Wiccan di tutto il mondo ad oggi festeggiano nuovamente Imbolc e la Dea Brighid come al tempo degli antichi Celti preparando per lei riti ed altari.

Rito per Invitare Brighid nella Propria Dimora

Questo è un rituale per invitare la Dea Brighid a casa tua, per essere la guardiana del tuo cuore, può anche essere fatto per chiederle di esprimere dei desideri o semplicemente per godere della sua compagnia.

Se hai un'immagine di Brighid, metti una candela davanti ad essa, se non ce l'hai non è necessario perché la fiamma stessa della candela la rappresenterà nel momento in cui l'accenderai.

Per chi ha la fortuna di possedere un camino, può mettere la candela spenta al suo interno.

Di fronte alla fonte del fuoco, va riposta una ciotola vuota e al suo fianco una brocca con del latte.

Ora, in piedi o seduto in modo da essere comodo per arrivare alla candela, stendi le braccia con i gomiti poggiati e i palmi rivolti verso l'alto nella tipica posizione della meditazione e china leggermente la testa in avanti poi recita queste parole:

"Ti invito a casa mia,

tu che sei la Regina del focolare,

tu che sei la Fiamma Luminosa del Fuoco,

tu che sei il Fuoco che brilla,

Ti chiamo, Brighid, per venire da me,

per la tua presenza luminosa".

A questo punto accendi il fuoco per il rito dicendo:

"Il fuoco di Brighid è la fiamma sul mio cuore".

Prendi la brocca piena di latte con la mano destra e mentre la tieni davanti al fuoco dichiari:

"Un regalo per te protettrice degli animali,

Un regalo per te, Dea che benedici questa casa e i suoi abitanti"

Ora versa il latte nella ciotola e dì:

"Tu sei la Fiamma che annienta l'oscurità,

questo nutrimento è un dono per Te,

stendi su di me il Tuo Mantello e proteggimi ora e sempre.

Tu sei un Fuoco nel mio cuore,

un Bagliore nel mio cuore,

E la Benedizione della Luce Unica che brilla in tutta l'Umanità".

Appoggia la brocca. Se hai una richiesta, fallo adesso.

(Solitamente prego Brighid per la guarigione, l'ispirazione o la protezione domestica).

Se non hai alcuna richiesta da fare resta in meditazione sulla fiamma, mentre lo fai un bel mantra da recitare è:  "Il fuoco di Brighid è la fiamma nel mio cuore", e visualizzi un fuoco che brucia nel tuo cuore.

Questo mantra può essere usato anche in altri momenti, quando vuoi rinnovare o stabilire una relazione con Brighid, o semplicemente per sentirla accanto.

A questo punto il rito è fatto.

Lascia bruciare tutta la candela (o il fuoco che hai acceso), se vuoi puoi passare ancora del tempo in sua compagnia: a Brighid piace.

Lascia il latte a sua disposizione per 24 ore e poi donalo a Madre Terra.

 

Vuoi ricevere l'attivazione a distanza di Brighid’s Flame Reiki?

In occasione della festa di Imbolc, solo fino a Domenica 4 Febbraio 2018, verrà data al costo di 20,00 € con uno sconto di 5,00 €.

Con questa attivazione riceverai 4 nuovi simboli con cui puoi collegarti alle energie della Dea.

 

17. apr, 2016

WESAK....Per saperne di più.

Il Wesak è un evento che appartiene a tutto il Genere Umano, è un’occasione per aprire il nostro cuore e tutto il nostro essere all’ Energia divina d’Amore, che discende dalla mente e dal cuore di Dio per l’evoluzione spirituale dell’umanità.
Con l’aiuto delle parole chiare e semplici della grande Giuditta Dembech, voglio introdurvi e prepararvi a questa grande benedizione.
Cos’è Il Wesak?
Ci sono sulla terra giorni speciali, giorni in cui la divinità si piega amorevole sui suoi figli e diffonde in modo particolare la Sua Benedizione, affinché ciascuno possa ricevere la sua parte di felicità. Uno di questi giorni è il Wesak, che si celebra ogni anno nella notte del Plenilunio nella costellazione del Toro.
Il Wesak è una “Festa mobile”, come la Pasqua, sia quella cristiana che quella ebraica. Festa mobile è il “Ramadan” a ricordo del Corano fatto discendere sulla Terra attraverso Il Profeta.
Per presenziare al Wesak, ogni anno in primavera, da tutto il vasto continente asiatico, migliaia di pellegrini si mettono in cammino verso una valle segreta del sacro Monte Kailash, l’ombelico del Mondo: per uno dei più grandi eventi spirituali dell’anno: la grande Benedizione del Buddha.
E’ un evento di meditazione e preghiera. E’ una invocazione alle forze di Luce, affinché dalla mente e dal cuore di Dio, Luce e amore scendano nella mente e nel cuore degli uomini.
Il Wesak è un’invocazione di pace ed unificazione per il benessere di tutta l’umanità, senza barriere di religione o di razza, poiché la pace è un bene comune, non ha nessun colore politico; la pace è come la luce, l’aria, l’acqua; la pace è speranza di vita, mentre la guerra è certezza di distruzione e di morte…
Dobbiamo essere presenti per invocare e diffondere quelle energie di pace, amore e buona volontà di cui abbiamo urgente bisogno.
Partecipare al Wesak significa collegarsi attraverso la meditazione per ricevere e ridistribuire la Grande Benedizione impartita all’Umanità dai Maestri. Significa attraversare in meditazione la porta dimensionale; in quei pochi, straordinari minuti, un immenso fiume di energia viene irradiato sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore, Fratellanza, Solidarietà ed Unificazione che attraverso la meditazione si concretizzano ed espandono.